lunedì 6 dicembre 2010

Niente luci di Natale a Pino Negozianti critici col Comune

PINO TOR. «Come è possibile che uno dei Comuni più ricchi d’Italia non possa permettersi due luci di Natale e neppure un contributo marginale a una qualche misera festicciola?». A chiederselo sono molti commercianti del centro: lamentano il mancato appoggio del municipio. «Già prevediamo un Natale sottotono per la crisi – sostiene l’ottico Roberto Magnoni in via Roma – Basterebbero 4.500 euro da investire per due illuminazioni o per un incentivo al commercio. Mi paiono cifre irrisorie, rispetto a bilanci di municipalità come la nostra».


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giovedì 2 dicembre 2010

Da Pino un siluro al Consorzio. ''Sta triplicando gli impiegati!''

PINO TOR. Per la raccolta differenziata i pinesi sono i più bravi del Consorzio ma pagano più degli altri la spazzatura. Questo sostiene Giuseppe Jeantet di Pino Condivisa in minoranza. Nel Consiglio comunale di venerdì scorso ha attaccato: «Per quest’anno era stata promessa una riduzione della tariffa rifiuti, invece c’è stato un aumento di quasi il 6 %». La diminuzione prevista era di circa l’8 %, calcola l’oppositore. Doveva derivare dalla riduzione dei passaggi dei camion della spazzatura e da una maggiora tempestività nell’emissione delle bollette.


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Rifiuti, da Pino accuse al consorzio: «Troppe assunzioni»

Per la raccolta differenziata i pinesi sono i più bravi ma pagano più degli altri. Accusa Giuseppe Jeantet dalla minoranza: «Era stata promessa una riduzione di circa l’8 % della tariffa rifiuti, invece c’è stato un aumento di quasi il 6 %». Jeantet punta il dito contro l’aumento del personale del Consorzio Chierese Servizi. I costi sarebbero cresciuti perché è più che raddoppiato: «Tre-quattro anni fa c’erano 12 addetti; alla fine dell’anno scorso gli impiegati sono diventati 28 e poi 33». 


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lunedì 29 novembre 2010

Ma quel processo era inutile

PINO TOR. L’abuso è stato sanato, ma chi l’ha commesso era stato condannato lo stesso e con lui altre persone che c’entravano nulla. Perché? Perché nessuno si è preso la briga di correggere la segnalazione che aveva aperto il caso; né di verificare se il reato fosse stato realmente commesso. In effetti, il caso è una piccolezza: una scala a chiocciola costruita a un metro e mezzo di distanza rispetto al progetto depositato in municipio a Pino.Ma proprio per questo il giudice moncalierese Silvana Podda ha rampognato tutti: con un po’ più di attenzione, quattro persone non avrebbero dovuto pagare parcelle ai loro avvocati. E il Tribunale non avrebbe perso tempo a rimettere a posto una questione che non doveva manco sorgere.


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Pino, il giudice bacchetta la condanna senza reato

L’abuso è stato sanato, ma chi l’ha commesso era stato condannato lo stesso e con lui altre persone che c’entravano nulla. Perché? Perché nessuno si è preso la briga di correggere la segnalazione che aveva aperto il caso; né di verificare se il reato fosse stato  connesso. In effetti, il caso è una piccolezza: una scala a chiocciola costruita a un metro e mezzo di distanza rispetto al progetto depositato in municipio a Pino. Ma proprio per questo il giudice moncalierese Silvana Podda ha rampognato tutti.


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giovedì 25 novembre 2010

La Regione abbatte a Pino il gruppo di medici riuniti

PINO TOR. Fra poco più d’un mese i “gruppi di cure primarie” chiuderanno, a meno che il Tar non li salvi all’ultimo minuto. Si tratta di pool di medici di base che offrono un orario più lungo, servizi aggiuntivi, analisi e medicazioni in studio, programmi di prevenzione. In paese la sperimentazione è stata avviata nell’autunno scorso. C’è un motivo se nel distretto chierese dell’Asl To5 è stato scelto il Comune collinare: «Qui a Pino in realtà lavoriamo insieme e con orari prolungati già da una decina d’anni.Tuttavia questa sperimentazione, voluta e finanziata dalla Regione, consolidava il nostro sforzo e consentiva di pensare a nuovi sviluppi», è desolato Guido Giustetto, medico di base coordinatore del gruppo pinese e consigliere comunale di maggioranza.


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Pino Torinese perde i servizi “extra" del pool di medici

Fra poco più d’un mese i “gruppi di cure primarie” chiuderanno, a meno che il Tar non li salvi all’ultimo minuto. Pino Torinese rischia di perdere il pool di medici di base che offrono un orario più lungo, servizi aggiuntivi, analisi e medicazioni in studio, programmi di prevenzione.


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